Regolamento del dôjô

Il dôjô è luogo di saggezza , di conoscenza. E' luogo di Risveglio.

Per accedervi sono indispensabili:
una buona educazione;
un amore sincero per l'arte che si studia;
una fiducia vera nell'insegnante liberamente scelto.

Ci si astiene dal parlare ad alta voce, discutere e distrarsi in alcun modo.

Osservare un'igiene personale scrupolosa.

Le unghie dovrebbero essere corte, la capigliatura composta o i capelli tagliati corti.

Il costume per la pratica deve essere indossato correttamente, lavato periodicamente e della taglia adeguata.

Non è ammesso arrivare in ritardo se non con l'accordo dell'insegnante.

Marcare la propria intenzione con un lieve saluto ogni qualvolta si intende rivolgersi all'insegnante, ad un nuovo compagno o si inizia un nuovo esercizio.

Ricordare sempre che la cortesia ed il rispetto sono della massima importanza: il saluto ne è la diretta espressione, ma non bisogna abusarne.

Assistere alle lezioni equivale a parteciparvi: vi si assiste con il permesso dell'insegnante e nel rispetto dell'orario di lezione.

E' vietato fumare in tutta l'area adiacente al dôjô.

Ordine, concentrazione, cortesia e decenza sono pure principi che devono regnare negli spogliatoi e nei bagni: luoghi ed occasioni ulteriori per perseguire lo studio e la pratica del dôjô.

Queste sono semplici regole che possono essere completate ed integrate, ma ricordate che l'entrare nel dôjô è riservato solo a chi intenda comrendere e studiare se stesso; il fine è quello di migliorarci sia fisicamente quanto moralmente e spiritualmente, attraverso il miglior impiego dell'energia affinché la pratica apporti un beneficio reciproco.

Chi non dovesse accettare questo regolamento è pregato di non chiedere di essere ammesso a frequentare i corsi o di assistere alle lezioni.